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E’ disponibile un vasto assortimento di:

fedi nuziali, orecchini, bracciali, collier, catene, pendenti, segni zodiacali e spille in oro bianco e oro giallo, cammei, monete e medaglie del giubileo, bracciali Nomination, portachiavi e ferma soldi in oro ed in acciaio-oro.

Trattiamo esclusivamente oggetti in oro 18 carati (750 millesimi).

Ogni gioiello, per legge, deve riportare in modo visibile il bollo con l’indicazione del titolo, cioè della quantità di oro fino contenuta e il marchio d’identificazione, che permette di individuare l’origine e il produttore. Il titolo lo troverete espresso solo in millesimi poiché la legge italiana lo impone in millesimi.

Se avete acquistato un gioiello di 18 carati (750 millesimi) non avrete mai problemi. L’oro in lega è in quantità sufficiente a far prevalere le sue caratteristiche (l’oro è un metallo inattaccabile). Di sotto a tale titolo, lo zinco e l’argento in lega potrebbero generare ossidi e il gioiello potrebbe perdere la sua lucentezza.

I colori dell'oro 18 kt.

§         Oro giallo = 750 parti d’oro 250 parti d’argento, rame e zinco. (Proporzione bilanciata d’argento e rame).

§         Oro rosé = 750 parti d’oro e 250 parti d’argento, rame e zinco. (Prevalenza di rame).

§         Oro bianco = 750 parti d’oro 250 parti di rame e palladio. (Prevalenza di palladio).

Le catene.

Le collane più antiche, le catene, risalgono al 2500 a.c. nella civiltà dei Sumeri, nel bacino mesopotamico ed erano costruite con la tecnica del “ nodo entro nodo”. Se ne produce ancora oggi un modello analogo che è chiamato coda di volpe. La catena composta con un anello dentro l’altro anello è la rolò. Altre catene storiche sono le forzatine, a maglie ovali e tonde che compaiono nei corredi ornamentali del periodo minoico. La catena grumetta, o corda del pozzo, fu inventata nel Medioevo. Probabilmente fu ispirata dalle cotte di ferro delle armature.

La tecnica del vuoto.

Si ottiene con una lamina d'oro che aderisce per pressione e calore ad una lamina di ferro e di rame.
Nel banco di trafila(piastra d'acciaio con fori conici decrescenti per assottigliare il filo) le due lamine, ormai perfettamente aderenti, sono chiuse in fili. Il metallo non prezioso è imprigionato all'interno. Alla fine la catena viene immersa in una soluzione d'acido e l'anima di ferro si scioglie. Rimane soltanto l'oro che forma una catena voluminosa e leggera.